The Dark Devil
sabato 14 agosto 2010
POMERIGGIO DI...
Questo pomeriggio quel cxx si tempo mi ha impedito di andare e così mi è toccato andare a casa di una mia amica rompi palle k assilla in un modo assurdo. Oltre tutto è anche esageratamente possessiva nei miei confronti e quindi non mi fa uscire con i Cmq abbiamo giocato alla play, sentito musica e visto un film... diciamo k non è andata poi così male ci sentiamo se riesco sta sera ciao fan... (anche se so ancora di parlare con me stesso!!!)
DAY AFTER
Ciao a tutti mi sono svegliato poco fa... mamma mia che stanchezza vorrei dormire ancora un po'. continuo a dire che avere un blog è molto bello vorrei che i miei fan aumentassero ancora un po'.... ma va beh.. aspetta e spera. Cmq amici vi lascio ciao!!!
venerdì 13 agosto 2010
La festa
bellissima la festa... sono ancora un po' brillo spero di addormentarmi appena tocco il letto perchè sono davvero stanco. Ho lasciato mia sorella andare ai pippi (una piccola discoteca sul mare nei pressi di cogoleto) mentre io sono tornato a casa a riposare... per quello che si può. Cmq grazie al cielo il tempo è stato bellixximo anzi dovrei dire fantastico. Per non parlare di tutto il cibo avanzato che mi è toccato finire dopo la festa :O sono pieno
Questo è un mio breve testo che ho iniziato un po' di tempo fa... ditemi se lo dovrei continuare...
I rametti scricchiolavano sotto i piedi di Ramel, non poteva fermarsi, quei brutti ceffi avrebbero potuto prenderlo. La foresta era enorme e lui la conosceva bene. Erano molti i posti in cui si sarebbe potuto nascondere, ma in quel momento pensava solo a correre. Era veloce, i suoi allenamenti erano serviti a qualcosa. Si girò: li aveva seminati! -Wow- gridò al vento che in quel momento gli scompigliava i capelli lunghi e biondi. Non riusciva ancora a credere che anche oggi sarebbe riuscito a portare qualche oggetto interessante al nonno: Calimon. Dalla tasca dei suoi pantaloni verdi intensi tirò fuori un piccolo talismano forse appartenuto alla tribù degli Ubinov. Lo guardò aveva un forma ovale e al centro qualche piccola rupia di colore giallo. Si chiese perché a qualcuno dovessero interessare oggetti tanto inutili e strani come quello che stava tenendo in mano. Aveva percorso circa tre kilometri correndo ed era riuscito ad uscire dal paese della roccia. Ora si trovava sopra ad una specie di dirupo. Dall’altra parte si intravedeva già il suo villaggio. Nessun problema per Ramel oltrepassare quell’inutile ostacolo che gli si presentava davanti ogni giorno. Dalla sua fodera attaccata alla cintura di colore nero estrasse un piccolo coltellino da lancio regalatogli da suo nonno. Ad esso legò una piccola corda che spesso usava per scalare le ripide rocce che si trovavano ai piedi del monte Sor; molto vicino al loro villaggio. Tese la corda per vedere se il nodo che aveva appena fatto era abbastanza resistente per reggere il suo peso e quello dei suoi stivali di pelle marroni scuri. Poi, tenendo un’estremità della corda, iniziò a far roteare il coltellino sopra la sua testa. In quel momento una brezza leggera scosse le foglie degli alberi producendo un rumore simile a quello della pioggia: rara in quel periodo dell’anno nel suo villaggio. Poi Ramel sentì altri passi non erano i suoi ne quelli del suo amico Arteus: era di nuovo loro. Sapeva benissimo che rubare era un crimine ma come poteva mantenere la sua famiglia composta ormai solo da Calimon, lui e sua sorella? In fretta lanciò in coltello che si piantò nel ramo di un albero. Poco prima che i negozianti, a qui Ramel aveva rubato il medaglione, potessero mettergli le mani addosso il ragazzo saltò nel vuoto. Appena fu atterrato dalla sponda opposta fece alcune sforfie: era coraggioso pur avendo solo 15 anni e sapeva maneggiare bene qualsiasi tipo di arma. Ora si era messo di nuovo a correre; aveva un sorriso di soddisfazione sul volto!
-Nonno nonno- disse Ramel entrando di corsa nel negozietto di Calimon vicino a casa sua. –Cosa c’è ancora, non vedi che sto lavorando?- rispose scocciato – Uff, non mi prendi mai sul serio: ho un medaglione per te. Prima che lo rubassi i negozianti mi hanno detto che apparteneva alla tribù degli Ubinov. Il nonno fece mente locale -Ubinov… Ubinov…- Ramel non aveva tempo di stare ad aspettare doveva subito correre da Arteus e raccontargli la sua avventura così aiuto il nonno prima che potesse ripetere il nome di quella tribù una terza volta -Si nonno! La tribù degli Ubinov è la stessa tribù che dieci anni fa attaccò il paese della luna oggi ormai inesistente- poi continuò –però ora non ho tempo di altre spiegazioni; se mi cercate io sono da Arteus. Prese lo zaino che nascondeva alcuni segreti dei due amici e corse dal ragazzo.
I rametti scricchiolavano sotto i piedi di Ramel, non poteva fermarsi, quei brutti ceffi avrebbero potuto prenderlo. La foresta era enorme e lui la conosceva bene. Erano molti i posti in cui si sarebbe potuto nascondere, ma in quel momento pensava solo a correre. Era veloce, i suoi allenamenti erano serviti a qualcosa. Si girò: li aveva seminati! -Wow- gridò al vento che in quel momento gli scompigliava i capelli lunghi e biondi. Non riusciva ancora a credere che anche oggi sarebbe riuscito a portare qualche oggetto interessante al nonno: Calimon. Dalla tasca dei suoi pantaloni verdi intensi tirò fuori un piccolo talismano forse appartenuto alla tribù degli Ubinov. Lo guardò aveva un forma ovale e al centro qualche piccola rupia di colore giallo. Si chiese perché a qualcuno dovessero interessare oggetti tanto inutili e strani come quello che stava tenendo in mano. Aveva percorso circa tre kilometri correndo ed era riuscito ad uscire dal paese della roccia. Ora si trovava sopra ad una specie di dirupo. Dall’altra parte si intravedeva già il suo villaggio. Nessun problema per Ramel oltrepassare quell’inutile ostacolo che gli si presentava davanti ogni giorno. Dalla sua fodera attaccata alla cintura di colore nero estrasse un piccolo coltellino da lancio regalatogli da suo nonno. Ad esso legò una piccola corda che spesso usava per scalare le ripide rocce che si trovavano ai piedi del monte Sor; molto vicino al loro villaggio. Tese la corda per vedere se il nodo che aveva appena fatto era abbastanza resistente per reggere il suo peso e quello dei suoi stivali di pelle marroni scuri. Poi, tenendo un’estremità della corda, iniziò a far roteare il coltellino sopra la sua testa. In quel momento una brezza leggera scosse le foglie degli alberi producendo un rumore simile a quello della pioggia: rara in quel periodo dell’anno nel suo villaggio. Poi Ramel sentì altri passi non erano i suoi ne quelli del suo amico Arteus: era di nuovo loro. Sapeva benissimo che rubare era un crimine ma come poteva mantenere la sua famiglia composta ormai solo da Calimon, lui e sua sorella? In fretta lanciò in coltello che si piantò nel ramo di un albero. Poco prima che i negozianti, a qui Ramel aveva rubato il medaglione, potessero mettergli le mani addosso il ragazzo saltò nel vuoto. Appena fu atterrato dalla sponda opposta fece alcune sforfie: era coraggioso pur avendo solo 15 anni e sapeva maneggiare bene qualsiasi tipo di arma. Ora si era messo di nuovo a correre; aveva un sorriso di soddisfazione sul volto!
-Nonno nonno- disse Ramel entrando di corsa nel negozietto di Calimon vicino a casa sua. –Cosa c’è ancora, non vedi che sto lavorando?- rispose scocciato – Uff, non mi prendi mai sul serio: ho un medaglione per te. Prima che lo rubassi i negozianti mi hanno detto che apparteneva alla tribù degli Ubinov. Il nonno fece mente locale -Ubinov… Ubinov…- Ramel non aveva tempo di stare ad aspettare doveva subito correre da Arteus e raccontargli la sua avventura così aiuto il nonno prima che potesse ripetere il nome di quella tribù una terza volta -Si nonno! La tribù degli Ubinov è la stessa tribù che dieci anni fa attaccò il paese della luna oggi ormai inesistente- poi continuò –però ora non ho tempo di altre spiegazioni; se mi cercate io sono da Arteus. Prese lo zaino che nascondeva alcuni segreti dei due amici e corse dal ragazzo.
FINALMENTE!!!!
FORTUNATAMENTE il tempo si è rimesso... ragazzi inizia la fiestaaaaaaaaaaaaaaa pe-pe-pe-pe-pe-pe ora che ci penso però mi viene in mente k dovrei servire ai tavoli...!!! ERA MEGLIO SE CONTINUAVA A PIOVERE... hola lettori ;)
13/08/2010
Comunque: andando sul sodo: Oggi sarebbe il compleanno di mia sorella maggiore; specifichiamo che è il suo diciottesimo. Come ogni 13 agosto che si rispetti diluvia... e la festa è programmata all'aperto... skazzo. Comunque mia sorella sembra felice, anche se dentro di se sa di essere sfigata fino alla morte...Però lo ammetto mi faceva un po' pena... avrei preferito k si facesse il suo diciottesimo in allegria sotto il sole con i suoi amici... ma a quanto pare la festa sarà spostata al chiuso!!! Cmq la giornata è appena cominciata: vi informerò domani sul proseguimento... restate in linea bie bie
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